Come estirpare l’edera
In modo facile e naturale

L’edera è una pianta comunemente definita infestante, per la velocità con cui cresce e si propaga sul terreno e sulle superfici a cui si aggrappa. Non ha, inoltre, grosse necessità ed è in grado di sopravvivere e rigogliare in praticamente qualsiasi terreno e senza l’intervento dell’uomo.

A meno che non la si possa o voglia sfruttare come pianta ornamentale, come nel caso di un bel pergolato sempreverde, spesso ci si trova di fronte alla necessità di doverla estirpare – la sua invadenza potrebbe seriamente danneggiare, rubandone i nutrienti o soffocandole, le altre piante presenti nel giardino o nell’orto.
Ecco quindi alcuni consigli per estirpare l’edera in modo facile e naturale: noi non volgiamo consigliare l’utilizzo di sostanze chimiche che facilitano – forse – il lavoro, ma che non sono rispettose dell’ambiente e della nostra stessa salute. Noi consigliamo un metodo del tutto naturale, manuale, che potrà richiedere un po’ di impegno in più, ma ugualmente efficacie e sicuramente più salutare.

Per liberarsi dall’edera infestante la si deve necessariamente estirpare, cioè si deve eliminare completamente la pianta dalle radici.
Per prima cosa, si comincia liberandosi dei rami, in modo da lasciare il più libero possibile il sottile ed elastico fusto, così sarà ben visibile il punto in cui la pianta è ancorata al terreno. Si procede così alla completa ed accurata estrazione delle radici.
A lavoro ultimato, tutti i residui – foglie, rami e radici – vanno raccolti e smaltiti e mai lasciati sul terreno: la grande adattabilità, resistenza e tenacia dell’edera fa sì che vi sia la possibilità che si creino delle talee spontanee da questi residui tagliati o estirpati e che torni a crescere esattamente come prima.

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