Come scegliere la cultura giusta da seminare
Comparazione delle colture

Come ogni anno , per gli agricoltori è sempre più difficile scegliere la coltura giusta; perché da una parte i prezzi dei cereali sono in discesa rispetto all’anno precedente (-12% il frumento tenero, -27% il grano duro, -10% l’orzo) mentre per il mais c’è un piccolo aumento di circa 4%, d’altro canto i costi di produzione non accennano a diminuire.

In mezzo ad un ventaglio di opportunità, che invece di aumentare, si assottiglia; è come nel caso della barba bietola da zucchero, una coltura ormai scomparsa.

Purtroppo per fare la scelta giusta da un punto di vista economico, bisogna eseguire un’analisi dei costi di produzione delle singole colture, mettendo a confronto con i prezzi realizzabili dalle vendite dei prodotti agricoli, al fine di evitare di realizzare produzioni con svantaggi economici, è utile verificare la produzione minima da ottenere dalle coltivazioni per pareggiare almeno i costi.

Se la produzione minima ipotizzata è raggiungibile è possibile pianificare le semine di determinate colture puntando ad ottenere un margine positivo; al contrario il rischio è di intaccare il margine della Pac.

Dando uno sguardo ai prezzi delle piazze italiane, si può verificare che, se si rilevano differenze sensibili fra le varie Borse merci, mediamente il frumento tenero fino oggi quota 166,5 €/t, il grano duro fino 239 €/t, il mais comune 167 €/t, quello a uso zootecnico 170 €/t, l’orzo, con peso specifico compreso fra 65 e 70, 168 €/t, la soia 337 €, sempre a tonnellata.

Comparando i prezzi medi con i costi di produzione delle singole colture, è possibile ottenere la produzione soglia per pareggiare i costi, anche se economicamente di magra soddisfazione, per non perdere soldi.

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